31 dicembre 2006 - timezero

579 giorni. E poi, solo luce, voglio.

Presto tutto sarà finito...

Blogger: tempsperdu
Sono la parte nera. Sono quel che non faresti mai. Sono quel che vorresti essere. Sono la pistola che ho comprato. Per che fare? Non lo so, non ancora, non abbastanza.

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mi tuffo in

tatuaggi

m'avete marchiato il corpo *loading* volte

 
giovedì, 17 luglio 2008

Tu sia maledetto.

Pace ai morti.
E a chi vuole esserlo.
Lasciate in pace chi uccide e chi si uccide.
Il cuore ha smesso di battere da tempo.

da alcuni giorni pensavo di scrivere. per me. per chi legge e leggerà.
per chi mi ha ucciso e chi mi ha illuso per chi mi vuole bene e chi m'ha scopato.
per chi m'ha promesso e poi se n'è andato.
da alcuni giorni pensavo di farlo.

sono innamorata di te.
così. bum. in faccia. dritto negli occhi. come acido come collirio insieme
la malattia e la cura.

poi.
qualcuno mi ha rubato i denti dalla tomba.
l'anima dal petto la pelle dallo scheletro.
qualcuno che fa innamorare con parole mie. e le vende per sue.
pace ai morti.
e a chi vuole esserlo.
così non è stato.

e che tu sia maledetto, dovunque tu sia.
io ti troverò.

io ti trovo.
vendo il mio corpo, se è un buon affare.
ma la mia anima me la impicco ai denti.

ti trovo, dovunque sei.
ti trovo.

ho del tempo da perdere io.
e sono incazzato. come mai.

io ti trovo
e ti dico grazie per aver-mi fatto risorgere.

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amore, sesso, silenzio, luce, anima, nulla, notte, corpo, morte, tutto

giovedì, 31 agosto 2006

Les jeux sont faits.

Non ci sta bisogno di spiegazioni. Anche stavolta, l'ennesimo fallimento. Non ho rimpianti. Non ho rimorsi. Ma tanto lo dissi, forse il primo giorno, che non avevo mai portato a termine nulla.

Credo di dovervi ringraziare. Anzi, vi ringrazio. E la faccio breve.

Solo una cosa vorrei dire. Tutto quel che ho detto, qui o in privato, veniva dalla mia essenza. Dal centro del cuore, e del fegato. Dalla testa, forse un pò di meno. Sono arrivato qui cercando di raccontare la parte più nera, più densa, più difficile, la mia anima scura.

E usarla contro di me, sarebbe altamente scorretto. Specie perchè, di fronte a queste cose, non c'è logica, non c'è razionalità che tenga. Questo è così. Queste cose sono così.

Non ho difese, ricordatevi solo questo. Io, sono, alla, balia. A differenza di.

Se mai qualcuno volesse scrivermi, temps.perdu@libero.it

Avec beaucoup d'amour.

TP

questa è la voce di: tempsperdu a 15:48 | link | commenti (12) |

giovedì, 24 agosto 2006

9 giorni dopo. 129 prima.

all'inferno c'è la nebbia. i fantasmi sono ologrammi che non puoi guardare dritti, e non li puoi vedere in faccia.

quando il carro sbanda, può perdere il controllo del cavallo. i principi nella carrozza potranno solo chiedersi se lì vicino ci sono dei burroni.

la testa giragiragiragiragira. se si ferma, sono perduto. o da perdizione. o perso, nel tempo speso a battere qui su tasti concavi. dedicato a chi perde tempo a leggere temps perdu.

con l'affetto che posso, vi lecco.

questa è la voce di: tempsperdu a 18:07 | link | commenti (6) |

lunedì, 14 agosto 2006

non l'avevamo mai fatto, l'amore.

io ti amo, più di ogni altra cosa. anzi.non esiste altro, quando penso all'amore che ho per te. tu mi sei vita. tu mi sei... aspettami, a più tardi. aspettami, ti prego- me lo dicevi e non avrei sperato altro.

quando m'hanno telefonato,in fondo era come se me l'aspettassi. forse non potevo meritarti. buon compleanno, mio tutto. a più tardi, sì. prima o poi arriverà, quel più tardi, per noi. e buon ferragosto.

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giovedì, 10 agosto 2006

4 mesi 960 ore

 pregate per me stasera. da stasera. nell'attesa. guardando stelle cadenti, cercando, stelle, stella, cadendo come se. come quando. guardando, guardavamo stelle, quella volta, per quell'estate. cercandole, sperando in una stella che cada bene, finalmente, con classe e geometria. pregate per me, per le stelle, cadenti, che possano cadere con la mira giusta.

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venerdì, 04 agosto 2006

4 mesi e

Evaporato in una nuvola rossa
in una delle molte feritoie della notte

con un bisogno d'attenzione e d'amore
troppo, "Se mi vuoi bene piangi "
per essere corrisposti
,
valeva la pena divertirvi le serate estive
con un semplicissimo "Mi ricordo":

per osservarvi affittare un chilo d'era
ai contadini in pensione e alle loro donne
e regalare a piene mani oceani
ed altre ed altre onde ai marinai in servizio,
fino a scoprire ad uno ad uno i vostri nascondigli
senza rimpiangere la mia credulità:
perché già dalla prima trincea
ero più curioso di voi,
ero molto più curioso di voi.

E poi sorpreso dai vostri "Come sta"
meravigliato da luoghi meno comuni e più feroci,
tipo
"Come ti senti amico, amico fragile,
se vuoi potrò occuparmi un'ora al mese di te"


"Lo sa che io ho perduto due figli"
"Signora lei è una donna piuttosto distratta."
E ancora ucciso dalla vostra cortesia
nell'ora in cui un mio sogno
ballerina di seconda fila,
agitava per chissà quale avvenire
il suo presente di seni enormi
e il suo cesareo fresco,
pensavo è bello che dove finiscono le mie dita
debba in qualche modo incominciare una chitarra.

E poi seduto in mezzo ai vostri arrivederci,
mi sentivo meno stanco di voi
ero molto meno stanco di voi.

Potevo stuzzicare i pantaloni della sconosciuta
fino a farle spalancarsi la bocca.
Potevo chiedere ad uno qualunque dei miei figli
di parlare ancora male e ad alta voce di me.
Potevo barattare la mia chitarra e il suo elmo
con una scatola di legno che dicesse perderemo.
Potevo chiedere come si chiama il vostro cane
Il mio è un po' di tempo che si chiama Libero.
Potevo assumere un cannibale al giorno
per farmi insegnare la mia distanza dalle stelle.
Potevo attraversare litri e litri di corallo
per raggiungere un posto che si chiamasse arrivederci
.

E mai che mi sia venuto in mente,
di essere più ubriaco di voi
di essere molto più ubriaco di voi.

 

 

faber l'hanno rapito ad agosto. questa canzone l'ha scritta ad agosto. qualche anno prima. io ad agosto son nato. e pure morto, per certi versi. il corsivo è quello che biascico come un rosario.  la nuvola rossa dell'inizio è il vino, rosso. ora sto bevendo Barbaresco, rosso. questa canzone sono io. buon viaggio, a tutti.

questa è la voce di: tempsperdu a 14:21 | link | commenti (12) |

mercoledì, 02 agosto 2006

lo sapevo, che poi.
è come qualcosa che, losai, che una cosa segue l'altra, che una arriva, subito dietro l'altra. perchè aspetti il buio, poi aspetti, il buio, ancora, è buio qua, non piove cazzo non piove mai, qui, perchè.
è il vino sì, deve essere il vino. lo deve essere, deve essere che era andato a male, ama d'altronde per 2 euro cosa pretendi cosa cazzo pretendi TP.
va bene, va bene così, deve essere quel masochismo che mi fotte. o la paura di godere. sapete, la volete sapere una cosA? bene, la cosa è che io sono bello,sì bello, ins fondo penso di esserlo, sì direi. cioè che poi magari una volta lo ero di più ora magari si invecchia e i trenta stanno lì sietro a guardarti sulla sogilia di sta finestra, che mi tocca tenerla aperta qui, non ce l'h l'aria condizionata e voi? chi è che ce l'ja? aria condizionata. condizionata. che anch'io penso che in fondo siamo tutti condizionati.
la domanda è da chi? da cosa? perchè? e dove andiamo, così consizionati?
noperchè, non è facile.
perciò,quel che io vorrei una volta,almeno una volta, è stracciamo lo schermo,,cazzo, ma cazzo, rompiamolo, siamoqualcosa, qualcosa diconcreto qualcosa di grande, qualcosa che sia in carne, ragazzi su, spacchiamo almeno per una volta, su davvero spacchiamo break on through to the
ma cristo, cristo, cristo, davvero, ma voisiete sazi diqueste parole, no, per davvero?siete sazi? cioè, vi basta?
ma che devopensare che siamo tutti aprole e lettere su uno schermo? su uno schermo? e basta, gente che
è
quando accende e poi quandospegne smette di essere? ma davvero così? no, no, no, no , no non ci credo.
cazzo,su, ma cazzo, ma come si fa ragazzi,come si fa? tutti a scrivere diabbracci  e di baci, tutti, csenza remore, ma come sipuò, ma voi potete ma voi ci riuscite?
perchè io no, io non riesco, io da qui non scambio baci e abbracci e pacche e sorrisi con nessuno. ma con nessuno, e se esco faccio una rissa, o se esco, mando baci col mio rossetto preferito.
o taccio, e mi do da fare.

e allora? e allora com'è che tutto è qui? com'èèèèèèèè?
cosa devo pensare.
devo pensare che voglio ognisingolo bacio.ognisingoloabbraccio, ognisingolo sorriso, o respiro, o gioia, o,
mi abbiate promesso.
e io vi darò i miei, parole dicarne. carne che è vera, e pesante, e. tutto, tutto,questache dimenzione è?
è vera o èp falsità? è realtà qui? o è sogno? ocosa, cosa è qui?
cosa stiamo a fare tutti qui, osa, cosa..
sono bello, chi mi vuole? sono bello, chi mi dà davvero un abbraccio di quelli veri? di uelli veri che dura, e stringe, e fa sudare finoa domani.

Che stiamo facendo tutti qui? che stiamofacendo? ditememlo vi prego? perchè siete qui? per
far passare il tempo? temps passè? temps perdu? Tempoperso, tempo tutto consumato qui per cosa?per cosa?

Vi prego. Non ditemi che è tutta finzione, vi prego. Ditemi
che è tutto vero, che è tutto, che è come scrivete come scrivete
scrivete, che davvero siete così.che davvero non siete un'immagine, parole, finte finti, tasti che picchiano, pixel
che siete carne e sangue,sangue carne, carne carne e sangue che lo fareste davvero che lo fareste
ditemelo.
Io arrivo.

Ditemelo, e arrivo.

Tuttoquesto non bata più, tutto questo non basta più, tutto questo, come se piovesse e non piove, come se
stessimo tutti in cerchio e non ci guardassimo in faccia, tuttoquesto non basta più, più, voglio
ditemi che non tutto è falso.
dove siete.
dove stai Paciugo? e Tuli? E Plì? e Jay? e Charm? E Francese? E Ippo? e Occhic? Liv? Erika? Sinfo? E Pam, dove cazzo sei Pam. E cosa stai cucinando?
cosa state respirando tutti? e chi è passato, e chi mi scrive, e chi è così docle, o così stronzo.
dove cazzo siete, fisicamente, tutti e ognuno.
perchè non mi inviatte, perchè non venite qui. qui. qui. qui. qui

stasera sarò a Napoli. venite, vi prego. sul lungomare, via Chiaia. domani? boh, domani. ah no domani all'ospedale, esami di routine, spero veloci. test, da passare. comne se, come una cavia. venerdì? venrdì sul Calvario. o su una spiaggia. dipende.

tutto questo non basta. non basta
più
più.

rispondetemi,
no. non rispondetemi. non
fatelo, non. no, lasciamo che sia tuttocosì. come un sogno di una notte di mezza estate.
o di mezzo compelanno,che mancano 15 giorni. mezzo, riferito almese, ovviamente. quindici, ecco perchè quindici.
mezza estate,anche.

qual
è
la
realtà. non non rispondetemi.

lo so, sto sabgaliando le regole del gioco. qui. non sono queste le regole, tp, lo sai no? nonsono queste, sui blog. shhhh. sennò ti espelliamo, come a Zidane.

bye, bye, baby...

questa è la voce di: tempsperdu a 23:06 | link | commenti (12) |

2 agosto. oggi è il 2 agosto. (e comunque, 4 mesi e 29)

[lo vedo solo ora. non sapevo, non ci pensavo. ma oggi, lo è. e, oggi lo è. sono passati 26 anni. cristo.]

e comunque. la pendola suona ancora. la sedia ormai ha le mie impronte.

e comunque, sarebbe arrivata. la aspettavo, alla fine.

e comunque, poteva capitare ieri, o un mese fa, o fra, un mese, o magari solo 15 giorni. prima o poi, sarebbe arrivata. perchè hai voglia a prendere tutto, tutto quello che puoi prendere, perchè hai voglia a curarti e distruggerti, a incollarti e spezzarti, hai voglia, a chiudere tutto e stare in casa giorni che non sai nemmeno che ora che giorno, o a chiudere gli occhi e spararti la musica dritta al centro della testa, o a piantarti, quegli aghi di inchiostro che ti lascino il segno, finchè ce n'è. prima o poi doveva arrivare. e in fondo, non fa poi così male.

se non te l'avessi prestata, fratello mio, quella sera. se quella sera l'avessi portata io, come sempre come. se quella sera non ci fossi salito. se. se quella sera, se non fossi stato, così stanco così stanco così stanco.

ora. mi dici cosa cazzo sarebbe accaduto ora? ora. dove saresti ora? dove saremmo, ora. se quella sera.

ci sono quelle domande, a volte. che non le sai tenere fuori. quelle che prima o poi arrivano. quelle, sì. quelle. mi dici cosa cazzo sarebbe accaduto ora se non te l'avessi prestata?

 

questa è la voce di: tempsperdu a 01:29 | link | commenti (6) |

martedì, 01 agosto 2006

4 mesi tichitac

quanto è lunga la notte per gli amanti? e invece, quanto cazzo è lunga per chi non riesce a far altro che a fissarsi sulla grande pendola del soggiorno muovendo la testa al ritmo titic titac, suona pensola suona, ogni quarto e ogni mezzora e i tre quarti, ecco, proprio ora.

 

questa è la voce di: tempsperdu a 06:44 | link | commenti (4) |

mercoledì, 26 luglio 2006

5 mesi, e chissà quando.

c'è una ragazza qua fuori.
seduta all'ombra. ferma.
guarda avanti, poi. poi guarda chi passa.
e ti chiama, se ti vede. dice, ehi tu.
e ti prende anche la mano, come se ti conoscesse da sempre. non stringe, è come una carezza, ha le mani morbide, sembrano.

ti dice: io vorrei fare delle cose. ma non posso.
io vorrei saper fare tante cose, ma non so, a volte non riesco. lavorare, stare con gli altri
.

ti guarda, ha occhi che. come i cuccioli, come i bambini. ti guarda e piange.
poi torna al suo mondo.

io vorrei, vorrei fare delle cose. ma non so. io non ci riesco.

mi hanno detto, lasciala stare. è demente.

non sono mai stato così male.
non sono mai stato così male.
sto piangendo sto pinagendo come,
sto piangendo piangendo.

e vorrei aver la forza di dirle. e vorrei sapere che lei ama, e qualcuno la ama. e vorrei che, come vedere un cucciolo che piange, e non fa rumore perchè non gli è permesso.

lasciala stare, amico, è una demente.

come sono i tuoi sogni, mia nuova compagna? quali sono i tuoi sogni?

a volte sognare la semplicità, e non poterla avere. nulla più che la semplicità. poter stare con gli altri, senza che
lasciala stare, amico, quella è demente.

a volte, vorrei. sposar-mi.

 

 

 

 

 

(e tu che sai, che hai saputo per prima, addio amore mio. ci siamo divorati come mai, come nessuno. ci siamo attraversati come se non ci fosse futuro, come se non ci fosse passato, come in un immenso presente. poi è arrivata la vita. quella che sta fuori dalle parole. e da qui. per questo, addio, mia amata. tu che, e non ci potevo credere. ma poi sempre arriva la vita. e non è facile cambiarla, lo so. non sarebbe giusto, nemmeno. addio, amore mio. non vedrò mai sbocciare il tuo fiore. non berrò mai quel vino. quel balsamo, poi. ma forse è bello così, questi due vuoti che straripano dagli occhi, questo riconoscersi di cecità. ti porto con me, ora finalmente posso portarti con me. senza insonnia, senza ossessioni. ti ho amato tanto; per quello che so fare. penso che questa sia una fortuna, l'averti amato così tanto. piccola culla, nel tempo che passa, e si perde. ricorda, tu che non giuri mai, almeno prometti: una volta, quando sboccerà, quella volta sarà solo per me. addio, mio amore.)

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martedì, 25 luglio 2006

5 mesi 6 giorni o anche 5.

non funziona nulla. e sono stanco, così stanco, di aspettare, o sperare, o.
come se tutto si risolvesse sperando, sparando, o.

ritentare, riprovare, ri, sempre ri. non basta mai fare, si deve sempre ri-fare. ma perchè?
perchè no?, forse. solo che, a volte è dura così dura, a volte proprio non ce la si fa. a volte ci vorrebbe solo un pò di balsamo per i nodi del respiro. a volte, non si vorrebbe altro che una birra da succhiare piano con la cannuccia, o un ghiacciolo, o due labbra, mentre tieni i piedi nel mare.
a volte servirebbe un abbraccio, ma di quelli caldi, e che durano all'infinito, come se il tempo si fermasse,

come se fossimo immortali,

come se sapessimo ancora perderci,

come se.

a volte, vorrei riuscire ancora a vedere schiudersi un fiore. di quei fiori. un fiore che schiuda solo per me,

come fossi l'unico al mondo.

come fosse l'unico al mondo.

come fossi al mondo.

come fosse l'unico.

ancora una volta.

ma già so che il tuo fiore non lo schiuderai mai per me. mai. mai. mai. mai. e queste sono le regole, di qui, della vita, dell'amore, soprattutto.

  

 

 

(statevi bene. mastrubatevi, e masturbate, ridendo. inventatevi nuovi mondi, e fatevi accompagnare in quelli inventati per voi. fate l'amore. fate sesso, anche. fatevi succhiare, succhiate. fatevi divorare. bagnate, e bagnatevi. urlate, gioite, piangete incazzatevi, godete, godete godete. fino a quando ce n'è. e ridete, vi prego, ridete ancora fin quando non sentirò ogni risata, e me la legherò ai capelli.)


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domenica, 23 luglio 2006

5 mesi 8 giorni

ti sentirai bene, coi tuoi sensi di colpa da boutique, o da romanzetto. ti sentirai mancare, e che ti son mancato. ti sentirai come se, oh non vedevo l'ora. tutte queste cazzate. vorrei mordicchiarti e abbracciar-ti e baciar-ti finchè, è una frase buona per poeti del dopolavoro. io sudo e piango, non ho tregue nè weekend nè pause per scappare a camminare nei prati. forse avevi pensato che fosse più facile, più facile, più facile.

oggi ho avuto le convulsioni, picchiavano loro e picchiavo io con loro. è quando la lingua si arrotola che rischi. ma forse tu questo non lo sai, nè poi credo che te ne importi molto, di sapere. nelle favole i principi azzurri non bestemmiano mai, e le principesse non fanno pompini, e tutto è solo sospiro di nuvole viola e vapore acqueo zuccheroso, e cinguettii.

che sia un buon inizio di settimana per te, e per tutti voi.

 

questa è la voce di: tempsperdu a 19:31 | link | commenti (23) |

sabato, 22 luglio 2006

5 mesi 9 giorni

tutto sommato credo che parlare sia facile, alla fine. scrivere, forse pure di più. qual è il gioco? qual è il tuo gioco? regali occhi e pensieri, e parole, carezze baci. regali pezzi di anima come se ci fossero i saldi. regali scorci e squarci, più o meno intimi, senza scegliere, senza farti scegliere. senza decidere. chi, o come, o perchè. non è tutto un gioco. vuoi giocare ancora? chiedimelo. abbi il coraggio, per una volta. chiedi, e non  coprirti il viso di pizzi, di quella devozione da fotografia. chiedi. e vieni a vedere le mie carte. ma a vivere ci vuole coraggio. lo diceva don abbondio. e allora prega e pensa, pensa e prega, e scrivi, e parla parla senza guardarmi negli occhi, o con occhi troppo abusati. come se ci fosse bisogno di te. di te. di te. di te. se vendo il respiro a peso, forse mi ci compro pure un caffè. l'elemosina la vado a fare per strada, o tra le cosce di qualcuno. qual è il gioco? ci vuole coraggio a vivere.

chiudo gli occhi.

grazie, per l'indifferenza.

le parole sono vuote. la carne si fa rosa, rossa, blu.

non cercar-mi, abbi questa delicatezza. di tempo ne ho perso troppo, tempsperdu, il tuo consacralo a chi se lo merita.

le parole sono coriandoli. fottiti, almeno quando mi leggerai.

 

questa è la voce di: tempsperdu a 14:19 | link | commenti (4) |

venerdì, 21 luglio 2006

5 mesi 10 giorni

non c'è salvezza, nessuna cazzo di salvezza, non dirmelo, non ti crederò mai.

e soprattutto, pensaci, non sai dimostrarmelo.

 

questa è la voce di: tempsperdu a 18:35 | link | commenti (5) |

giovedì, 20 luglio 2006

(fammi l'amore)

questa è la voce di: tempsperdu a 21:09 | link | commenti (10) |

5 mesi e una decina gi giorni.

E poi ti capita che ti trovi in mezzo alla folla, perchè un tuo amico-amante impotente, per amore ti vuole tenere con sè, e ti butta su un palco e ti dice: tu li conquisterai, e tu non sai e bevi grappa e mescoli birra, e mescoli angoscia e indifferenza, e pensi che erano anni che non lo facevi e pensi che era da quando lei, e stavate negli spogliatoi di quel palco, e: fratellino leggi per me solo per stasera, e pensi davvero che non sia il caso pensi davvero che non lo farai, o che vomiterai lì la rabbia, sul palco, su quelli, su. poi ti dipingono il viso coi colori dell'amore, poi ti vestono come una star, poi ti danno anche qualcosa: prendi questo, amico, li farai impazzire, e inizia a girare tutto, un attimo giusto un pò, e inizia a girare tutto e pensi a lei, che era per lei solo per lei che lo facevi, una volta, senti la musica che riparte nel cervello senti il cuore che pompa a mille, senti che chiamano il tuo nome senti lui che ora ti palpa l'uccello e ti mette la lingua nell'orecchio, senti caldo caldo caldo.

e poi quando sali sul palco si spegne la luce si spengono gli occhi si spegne il fiato, come se ci fossi sempre stato. tu c'eri, eri lì che mi guardavi, eri lì che sgranavi i petali di una rosa bianca, come sempre, come facevi, e non hai mai aspettato la fine. mai la fine. qual è la fine. qual è stata la fine. perchè, la fine.

 

(a volte staccano il telefono, a me, a volte perchè non pago, a volte perchè mi odiano, lo so. per questo fatico a rispondere, e questo punto internet questo mi fa male, qui, tutti che mi guardano, ho le spalle scoperte, ci stanno film porno a poco prezzo. per questo fatico a rispondere).

questa è la voce di: tempsperdu a 11:55 | link | commenti (17) |

mercoledì, 12 luglio 2006

5 mesi e spiccioli

alzarsi all'alba la mattina ogni mattina addormentarsi all'alba, circolo vizioso della malattia, come la testa che pulsa, e le vene te le senti che si muovono come serpenti. il caldo non fa bene, è questione di chimica. ancora qualche giorno, sarò qui.

questa è la voce di: tempsperdu a 22:16 | link | commenti (9) |

mercoledì, 05 luglio 2006

5 mesi 26.

volevo scrivere qualcosa di unico. ma non è che sto benissimo. copioincollo. carino.

> > avevoscritto un messaggio bellissimo ma sto cazzo di compuetr o di splinder non so s'è cancellato.
> > ma cazzo, ti assicuro è una cosa che mimanda in bestia mi manda fuori di testa ci stannosituazioni che proprio non le soporto
> >
> > comunque dicevo, tipo, boh,che no grazie non caffè non per me
> > sono passato alvino rosso,dopo il rum vabbehamen, però ci metto del limone spremuto dentro, mai assaggiato? vino rosso e limone. fa chic e esotico. buonissimo.
> > però ilcaffè loprendo in profumo dalle tue labbra.
> >
> > lo bevo alla mattina il vaffè, lo faccio la sera prima e lolascio lì nella oka a raffreddarsi nell'acciaiolo prendo alla mattina, freddo metallico, nonuso zuvchero, sai?
> >
> > e quel sogno. era carino sì. però facevo un gran fatica e alla fine miricordo che non venivo mai. e non è poi così carino allora.
> >
> > mi gira un pò la testa mi sa che mi metto un momento a letto

questa è la voce di: tempsperdu a 18:20 | link | commenti (7) |

E io godo

godo masturbandomi sui boccali di birra e sui krauti

godo schizzando sulle teste di cazzo di quei tedeschi che ci hanno insultato.

 

questa è la voce di: tempsperdu a 01:28 | link | commenti (9) |

martedì, 04 luglio 2006

un anno fa, precisamente.

 

Coca, il naso va in fiamme. Discocaina, me la stende sui capezzoli.
M’agghinda parrucca e treccine, mi pizzica il sedere. E soffre
si spoglia soffrendo si depila, io
[la baciai? no, non credo né mai la toccai
ho la sua parrucca, l’ultima notte lei che mi taglia i capelli io le depilo il sesso]
pallido scavo solchi nel mio costato.
Coca, il naso in fiamme. Discocaina, lei che mi succhia il naso.
Sono una lucertola nera e blu, bianca vergine sull’altare di marmo rosa,
e impallidisco l’argento che mi riflette addosso.
Massive Attack. Nelle orecchie Teardrops e voci.
Di bambini. Mai nati.
Io bambino-fuochista, cerco non so cosa
e perché sono nato? Velvet pipistrello cieco cerco compagnia non so cosa.


questa è la voce di: tempsperdu a 16:18 | link | commenti (7) |

lunedì, 03 luglio 2006

ho scritto il mio numero su tutte le cabine telefoniche del quartiere. tanto ormai, è sempre più raro trovare qualcuno che si fermi a chiamare, da una cabina. ma ieri c'era una ragazza, ferma, parlava al telefono e si guardava la punta delle scarpe. piangeva, con dignità. piangeva e aveva un viso bellissimo, e non parlava quasi, solo ogni tanto muoveva le labbra, impercettibile, e piangeva scendevano lacrime piano, e si uccidevano sulla sua maglia, blu, sembrava un ritratto lei, il ritratto di se stessa, con chi parli amore mio con chi parli amore mio con chi stai parlando amore mio. gliel'avrei voluto dire, ma sono scappato, era troppo bella poi sono tornato a cercare il suo profumo, nulla non c'era più e ho scritto il mio numero, chiamami prima o poi chiamami. io non ti farei mai piangere.

 

questa è la voce di: tempsperdu a 18:12 | link | commenti (7) |

5 mesi 28 giorni

la libertà delle celle d'isolamento. e poi.

o canti, o impazzisci. una volta un tizio mi disse: guarda quel muro quanto vuoi, ma fallo da solo. un uomo che fissa il muro, è un carcerato. due uomini che fissano il muro, sono un tentativo di fuga.

 

questa è la voce di: tempsperdu a 13:19 | link | commenti (3) |

domenica, 02 luglio 2006

 

A volte non è un problema farli. A volte, è persino divertente. A volte il sapore è come di birra,
scura a volte qualcosa d'aspro e triste.

In questi casi, l'umiliazione di lottare con i conati.

[L'assenzio quando smette di bruciare, e la gola pulsa ma quel sapore. non passa mai del tutto, e devi ricominciare.]

 

Mi hai richiamato. Stasera. Il prezzo sale. So che mi leggi. Non avrai mai quel che vuoi. Non tutto non come lo vuoi. 

questa è la voce di: tempsperdu a 19:10 | link | commenti (9) |

sonno ruba me, prima o poi sonno ruba me. nell'aria: and it rained all night Thom Yorke l'ultimo album.  dedicato all'uomo che stanotte ancora urlava e pioveva e urlava e rideva e. a lui che m'ha strappato ancora l'innocenza. a me che gli ho rubato il suo mp3 fichissimo dalla tasca della giacca.

 

questa è la voce di: tempsperdu a 15:44 | link | commenti (2) |

come un'ustione allo stomaco, forse ho esagerato, male male male e un conato continuo, ma solo saliva, sputo solo saliva, rossa e non riesco a deglutire. forse ho esagerato ma oggi, nessuno, qui nessuno, sto steso a terra e questo sapore non se ne va continuo a sputare continuerò, tanto qui nessuno tanto qui, nessuno. penso che sia bello in fondo. qui posso gridare quanto voglio, come se gridassi in un buco nero. come se gridassi in un buco nero. come se gridassi nello stomaco.

questa è la voce di: tempsperdu a 11:59 | link | commenti (2) |

A volte non è un problema farli. A volte, è persino divertente. A volte il sapore è come di birra,
scura a volte qualcosa d'aspro e triste.


[L'assenzio dopo bevilo puro, mio amore, ti cancellerà pure il ricordo, del sapore, lo dicevi e non ti credevo.]

 

E mai che mi sia venuto in mente
di essere più ubriaco di voi,
di essere molto più ubriaco di voi.

 

questa è la voce di: tempsperdu a 10:40 | link | commenti (3) |

5 mesi 29 giorni

era tanto, troppo, tanto veramente troppo. non credevo sarei riuscito ancora a farcela. ma poi. è come la disperazione, è come la fame, è come quando: fratellino, nel mondo ci sono lupi e ci sono agnellini, io sono un lupo; lo dicevi ogni volta, e io non sapevo guardarti, ora, era tanto che non. non credevo sarei riuscito a farlo ancora.

 

e cazzo non riesco a scriverne. allora, finalmente, meglio andare a dormire.

questa è la voce di: tempsperdu a 09:36 | link | commenti |